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Cavalieri (parte 2) l’assessore Grazzini: “il comune non si disimpegna”

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Dispiace leggere su un sito che si occupa di rugby l’aggettivo “famigerata” in merito alla Cittadella di Iolo, che è una struttura che in realtà funziona a pieno regime ormai da tempo e che ha nel Chersoni, proprio dall’inizio di quest’anno, l’unico esempio di impianto sportivo con il certificato di prevenzione anti-incendio riconosciuto al 100%.
Non avendo né gli strumenti e le competenze né tanto meno i doveri per affrontare la parte della gestione sportiva mi limito a dire che il Comune, che ha creduto fin dal 2009 all’operazione Cavalieri-Cittadella, sta continuamente monitorando la situazione e tutto ha fatto meno che smarcarsi, anche perché è comunque proprietario di tutta l’area di Iolo. Idem la Giunta, a iniziare dal Sindaco, non vuole né può avere tattiche attendistiche fino a maggio, sia per dovere di responsabilità (nel bene e nel male) che per l’orgoglio dimostrato quando c’è stato da appoggiare il progetto, oltre che per i numeri che l’indotto rugbistico ha in città.
L’arrivo a Prato dell’Accademia della FIR ha addirittura aumentato l’impegno e la progettualità nell’area del Chersoni e già nel mese di gennaio sono fissate due riunioni per approfondire i vari temi. A livello personale, da assessore, pratese e tifoso, mi auguro che I Cavalieri aumentino il seguito di spettatori, effettivamente calato rispetto agli anni scorsi: a Prato siamo sempre stati bravi a creare mode ‘sportive’ ma molto meno bravi a mantenerle vive nel tempo.

  • Ivan Marianelli

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