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Eccellenza: Calvisano Campione

Foto Roberto Bregani - Fotosportit/FIR

Il Cammi Calvisano si laurea Campione d’Italia 2013/2014 sul campo di casa del Peroni Stadium San Michele, superando in Finale la Vea-FemiCZ Rovigo per 26-17 (p.t. 9-17).
I gialloneri bresciani allenati da Gianluca Guidi conquistano il quarto scudetto nella storia del Club giallonero, mentre Rovigo deve rimandare ancora una volta la festa per un titolo che la città più ovale d’Italia attende dal 1990.
Vittoria in rimonta per il Cammi Calvisano, che inizia nel peggiore dei modi la Finale davanti al proprio pubblico, concedendo agli ospiti due mete ed un piazzato nei primi undici minuti, per un parziale di 0-17 che sembra spianare la strada al successo dei Bersaglieri.
Poi, la mischia dei padroni di casa prende via via il sopravvento mettendo in grave difficoltà il pack ospite e Rovigo paga con una serie di punizioni contro che prima permettono al Calvisano di avvicinarsi nel punteggio – si va a riposo sul 9-17 – e che, nella ripresa, portano Rovigo a giocare sistematicamente in inferiorità.
Non basta il grande cuore dei Bersaglieri per mantenere il vantaggio: due mete tecniche ed un piazzato di Paul Griffen, capitano giallonero all’ultimo atto della propria carriera, perfezionano la rimonta del Cammi Calvisano e consegnano ai provinciali bresciani il titolo di Campione d’Italia 2013/2014.

La cronaca
La difesa rodigina porta subito pressione sugli avversari ed Haimona deve usare il piede per avanzare sul primo pallone del match, poi Basson respinge i bresciani nei propri ventidue. Calvisano muove al largo sulla ripartenza, avanza ma sui dieci metri avversari commette in avanti: sulla prima mischia del match Rovigo mantiene il possesso e su un errore difensivo di Canavosio, messo sotto grande pressione, trova spazio al largo con Ragusi, che vola in meta mentre Basson, tra i protagonisti della marcatura, rimane momentaneamente a terra. Un colpo che l’estremo sudafricano del Rovigo accuserà per tutto l’incontro.
Calvisano prova a reagire ma perde una touche su proprio lancio, Montauriol recupera palla, buca in mezzo alla ruck e serve McCann che al settimo .vola alla bandiera: Bergamasco non sbaglia e porta gli ospiti sullo 0-14 con un micidiale uno-due.
Griffen e compagni provano a reagire, ma sono visibilmente sotto shock per un inizio da dimenticare e finiscono per concedere una punizione per fuorigioco ai Bersaglieri. Basson, defilato e dalla distanza, centra i pali e porta i suoi sullo 0-17.
I primi punti dei padroni di casa arrivano pochi minuti dopo, sul primo vero attacco calvino, con Haimona che centra i pali da facile posizione dopo un fallo della difesa veneta su punto d’incontro. Dopo i primi quindici minuti di gioco, Rovigo guida 3-17.
La squadra di Guidi prova ad affidarsi alla mischia per risollevare il match, risale il campo con una penaltouche sui ventidue su Haimona e sullo sviluppo dell’azione trova un altro calcio piazzato da posizione centrale con cui ridurre le distanze al diciannovesimo: 6-17.
Il pack calvino prova a salire in cattedra mentre si entra nella seconda metà del primo tempo, Rovigo soffre ma mantiene una grande aggressività in difesa, riducendo l’efficacia dell’offensiva avversaria e riuscendo, in questa fase, ad abbassare il ritmo mantenendo invariato il punteggio sin oltre la mezzora, quando sul Peroni Stadium inizia a scendere una leggere pioggerella.
Ma è davanti, in prima linea, che Calvisano ha la sua arma più insidiosa ed ogni mischia chiusa, per Rovigo, è una sofferenza che si risolve frequentemente con un calcio contro.
Sale la tensione ed a cadere nella trappola del nervosismo sono i due diretti avversari Costanzo e Quaglio, protagonisti di una battaglia in prima linea, che vengono ammoniti da Damasco dopo un accenno di rissa, lasciando le due squadre in quattordici.
Si entra nel recupero del primo tempo con i padroni di casa che tornano in avanti con una bella percussione di Hehea e conquistano un nuovo piazzato, che Haimona non sbaglia ricucendo ulteriormente il divario: 9-17.
A chiudere in avanti la prima frazione di gioco è Rovigo, che potrebbe tornare ad allungare con Bergamasco che, però, sporca il proprio ruolino della serata fallendo il piazzato con cui le squadre vanno al riposo.
Calvisano riparte a tutto gas, sfrutta il maul per avanzare sino ad un passo dalla meta e costringe Lubian al fallo ripetuto: Damasco mostra il giallo al flanker rodigino ed il pack lombardo continua a sfiancare la prima linea avversaria.
E’ un momento cruciale del match, Rovigo soffre ed arriva un altro cartellino per Quaglio, appena rientrato, che chiude la propria gara per doppia ammonizione. Con due uomini in meno, ed un pacchetto rimaneggiato, i Bersaglieri sono destinati a capitolare. Al decimo arriva la meta di punizione concessa da Damasco ed Haimona ricuce sino al -1, 16-17 quando resta da giocare mezzora al San Michele e Rovigo resta in dodici per un ennesimo giallo a Ragusi, autore di un placcaggio pericoloso ai danni di Steyn al quarto d’ora.
Calvisano sfrutta tutti gli spazi a disposizione e arriva ad un passo dalla meta del vantaggio, ma Hehea perde il pallone. Per Rovigo, però, la situazione precipita ed al ventesimo Stefan Basson, sino a quel momento il migliore dei suoi nonostante evidenti problemi fisici, deve lasciare il campo.
Al ventitreesimo, ancora una volta, la mischia ordinata bresciana fa indietreggiare gli otto uomini in rossoblù: Haimona ha sui piedi la palla del sorpasso ma, da facile posizione, calcia a lato. I Bersaglieri, in tredici, rimangono aggrappati alla lunghezza di vantaggio e si salvano ancora una manciata di secondi dopo, su un pallone perso da Bergamasco che innesca un attacco a cui la difesa veneta, ancora una volta, riesce in extremis a porre rimedio.
Si entra nell’ultimo quarto di gara con Rovigo che torna in quattordici uomini e prova a rallentare, inevitabilmente, il ritmo del match mentre Calvisano si fa prendere dalla frenesia commettendo una serie di errori che offrono anche a Ragusi la possibilità – fallita – di dare respiro agli ospiti.
Haimona sfrutta ancora una punizione per portare i suoi sui ventidue ed è la scelta che decide il match; penaltouche, maul e Rovigo che, in affanno, è costretto al fallo che porta Damasco in mezzo ai pali per la seconda meta di punizione, quella del sorpasso. Haimona fa 23-17.
Il destino della Finale d’Eccellenza è scritto ed il sigillo sul quarto scudetto del Calvisano arriva, nelle battute conclusive, con un simbolico calcio di punizione di Paul Griffen, capitano di lungo corso dei bresciani, che mette in cassaforte il match e saluta nel migliore dei modi i propri tifosi nella sera del proprio addio al rugby giocato.

Calvisano (BS), Peroni Stadium “San Michele” – sabato 31 maggio – Eccellenza, Finale
Cammi Calvisano v Vea-FemiCZ Rovigo 26-17
Marcatori: p.t. 4’ m. Ragusi tr. Bergamasco Mi. (0-7); 7’ m. McCann tr. Bergamasco Mi. (0-14); 11’ cp. Basson (0-17); 14’ cp. Haimona (3-17); 19’ cp. Haimona (6-17); 44’ cp. Haimona (9-17); s.t. 10’ m. di punizione Calvisano tr. Haimona (16-17); 42’ m. di punizione Calvisano tr. Haimona (23-17); 45’ cp. Griffen (26-17)
Cammi Calvisano: De Jager (30’ st. Violi); Canavosio (13’ st. Bergamo), Vilk, Castello, Visentin; Haimona, Griffen (cap); Steyn, Zdrilich, Belardo; Hehea (30’ st. Beccaris), Cavalieri; Costanzo (25’ st. Romano), Ferraro, Lovotti. all. Guidi
Vea-FemiCZ Rovigo: Basson (20’ st. Menon); Ragusi, Bergamasco, McCann, Ngawini (1’ st. Bortolussi S., 8’ st. Borsi); Rodriguez, Frati M.; De Marchi, Lubian E., Ruffolo; Montauriol, Ferro (22’ st. Boggiani); Roan (18’ st. Pozzi), Mahoney (cap, 45’ st. Gatto), Quaglio. all. De Rossi/Frati F.
arb. Damasco (Napoli)
g.d.l. Vivarini (Padova), Liperini (Livorno)
quarto uomo: Sorrentino (Milano)
TMO: Falzone (Padova)
Citing Commisioner: Recaldini (Brescia)
Calciatori: Basson (Vea-FemiCZ Rovigo) 1/2; Bergamasco Mi. (Vea-FemiCZ Rovigo) 2/3; Haimona (Cammi Calvisano) 5/6; Griffen (Cammi Calvisano) 1/1
Man of the match: Costanzo (Cammi Calvisano)
Cartellini: 38’ pt. giallo Costanzo (Calvisano) e Quaglio (Rovigo); 4’ st. giallo Lubian E. (Rovigo); 7’ st. rosso Quaglio (Rovigo, somma di ammonizioni)
Note: serata mite, terreno in perfette condizioni. Peroni Stadium esaurito in ogni ordine di posto, 4000 spettatori circa. Ultima partita di Paul Griffen (Calvisano), 42 caps con la Nazionale.

Nella foto il Calvisano campione d’Italia – Foto Roberto Bregani – Fotosportit/FIR