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I Cavalieri: ore decisive

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Riprendiamo e pubblichiamo l’intervista concessa dal D.S. de I CAvalieri Gabriele Lai agli amici di insiderugby.it nella persona di Stefano Di Leonardo.

“Mancano meno di 48 ore alla scadenza di venerdì 20 giugno, ultimo termine utile per la cessione del titolo sportivo dei Cavalieri Prato. La società toscana è in crisi economica da tempo e sta tentando il possibile per evitare il fallimento. La conferma arriva dalle parole del direttore sportivo Gabriele Lai, intervistato da insiderugby.it proprio nelle ore più calde di questo tentativo di cessione del club.

GABRIELE LAI, QUAL È LA SITUAZIONE ATTUALE DEI CAVALIERI PRATO?
“Ci stiamo muovendo, d’intesa col presidente Fabrizio Tonfoni per il passaggio di consegne del titolo sportivo”.

IN CHE MODO?
“Stiamo valutando se c’è qualcuno che può prendere in carico la società. Le risposte le avremo a breve. D’altronde il 20 giugno è quasi arrivato”.

E QUANTE POSSIBILITÀ CI SONO?
“Cinquanta e cinquanta. Anzi, voglio essere ottimista, sessanta per cento che vada in porto”.

QUALI SONO LE SCADENZE PIÙ URGENTI?
“Sicuramente gli arretrati che spettano ai giocatori”.

DI QUANTE MENSILITÀ PARLIAMO?
“Preferisco non quantificare”.

IL PRESIDENTE FEDERALE ALFREDO GAVAZZI, QUALCHE SETTIMANA FA, DISSE CHE I CAVALIERI AVEVANO FATTO IL PASSO PIÙ LUNGO DELLA GAMBA. HA RAGIONE?
“Probabilmente sì. Può darsi sia stato fatto qualche errore. Ma di certo non l’ho fatto io. Bisognerebbe chiedere al presidente. Io mi ero dimesso dopo la sconfitta in finale col Calvisano (maggio 2012, ndr). Mi è stato chiesto di tornare, l’ho fatto per raddrizzare le cose con un budget ridotto del 40-45 per cento. Di certo qualche errore in passato è stato fatto”.

VOLENDO ESSERE OTTIMISTI, CHE PRATO SAREBBE SE RESTASSE IN ECCELLENZA?
“Fosse per me farei un progetto di 3/5 anni, con un budget necessario per arrivare a fine stagione in tranquillità. Sarebbe una squadra da metà classifica, ma buttando le basi sui giovani per poi vedere se viene fuori qualcosa di importante a livello di sponsor al fine di tornare a competere per i primi quattro posti”.

CARLO PRATICHETTI RESTEREBBE COME GUIDA TECNICA?
“Carlo ha fatto un ottimo lavoro, sia per il gruppo che dal punto di vista tecnico. Specie in mischia, avevamo ottenuto dei miglioramenti. Però non posso giudicare il suo lavoro fino in fondo, perché è mancato un po’ il collante, visto che la società ha avuto delle mancanze”.

ALCUNI GIOCATORI SONO GIÀ ANDATI VIA. GLI ALTRI POTREBBERO RIMANERE?
“Nifo ha firmato per Mont de Marsan, Majstorovic è andato al Rovigo e Biancotti al Calvisano. Traoré e Souaré sono del Viadana, quindi non nostri. Gli altri stanno aspettando l’evolversi della situazione. Molti, nonostante la società gli abbia creato dei problemi, stanno dimostrando un forte attaccamento alla maglia. Mi auguro che nei prossimi giorni arrivi un po’ di sereno anche per loro”.

CI SONO MOLTE VOCI RIGUARDO AI GIOCATORI DEI CAVALIERI, BERNINI SU TUTTI.
“Io non posso trattenere chi ha delle urgenze. So che molti stanno parlando con altre società. Magari alcuni sono in dirittura d’arrivo. Sicuramente Bernini ha delle richieste, così come Patelli, Giovanchelli, Saccardo, Damiani, Del Nevo, solo per fare qualche nome. Ma parliamo di ragazzi seri e professionisti. Non hanno nulla da dimostrare alla società, visto che sono già rimasti dopo una stagione travagliata dal punto di vista economico. Se vogliono rimanere, tanto di cappello. Se vanno via, di certo non ce l’ho con loro”.

CHE FUTURO VEDE PER IL RUGBY A PRATO?
“Bisogna investire sui giovani, anche perché il movimento toscano è in forte crescita, siamo la quinta regione per numero di tesserati. L’obiettivo deve essere quello di diventare un punto di riferimento andando a cogliere i migliori giovani toscani”.

APRENDO ANCHE A DELLE COLLABORAZIONI?
“Collaboriamo già con l’Unione Prato Sesto e la Gispi Prato. In questo modo arriviamo a circa 900 tesserati. È un buon inizio. Livorno ha un bel movimento, Firenze anche. Noi vogliamo essere un punto di riferimento, ma per farlo occorre che la società sia seria, se no si perde di credibilità”.