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Il punto sulla C1: parla coach Nutini

la formazione 2012-2013 del rugby lucca

Dopo 6 gare del girone di andata, Toscanarugby ha tracciato un primo bilancio del campionato toscano di C1 attraverso un’intervista. A parlare è Valter Nutini, tecnico di lungo corso del rugby toscano e nazionale, oltre che allenatore del Lucca neopromosso.

 

Coach Nutini, innanzitutto chiediamo di tracciare un bilancio della sua squadra dopo i primi sei turni di campionato. Come vanno le cose a Lucca?

Il bilancio è sostanzialmente positivo. Andando a vedere i risultati è chiaro che il salto di categoria per noi ha avuto un certo peso. I segnali di crescita però ci sono e si vedono; oltre alla vittoria con Valdisieve abbiamo giocato dei buoni match con Siena, Firenze 1931 e Amatori Prato che sono formazioni esperte e ben collaudate per questi livelli. L’obiettivo rimane la salvezza, per questo sarà necessario un girone di ritorno piuttosto consistente. Considerando alcuni giocatori che dovrebbero rientrare in rosa,  possiamo dire la nostra.

Quali sono le squadre favorite per i play-off?

Siena, Firenze 1931 ed una fra Amatori Prato e Lions Amaranto.

Ed il Florentia?

Sono sicuramente una squadra forte e competitiva. Anche Siena, ad esempio, ha un pacchetto di mischia molto performante ma forse difetta un po’  nell’equilibrio con i trequarti. Ho inserito il Firenze 1931 perchè mi hanno ben impressionato in quanto squadra quadrata e ricca di giovani talentuosi.

Dunque il livello del campionato si è alzato?

Si, è un dato di fatto. Ci sono formazioni che provengono dalla C1 elite, o dalla B, altre che giocano questa categoria da anni. In più i club sono composti da staff tecnici competenti e giocatori di esperienza. Penso al Florentia, allenato da Ghelardi guidato in campo da giocatori come Carmelo Mattei che in partita sanno essere molto incisivi, tanto per fare un esempio.

Questione arbitri. Spesso, soprattutto in passato, ci si è lamentati delle direzioni arbitrali nei campionati non professionistici. In Toscana com’è la situazione ad oggi?

Il salto di qualità è omogeneo. Le squadre giocano un rugby più costruttivo e anche i direttori di gara sono migliorati. La tendenza a sorvegliare i punti di incontro è tangibile, così come si cerca di penalizzare con decisione atteggiamenti di antigioco. In più gli arbitri giovani come Marco Spirito e Lenoardo Nava fann0 ben sperare per un necessario ricambio generazionale.

Le squadre quindi giocano di più?

Il gioco è più veloce, gli atleti di conseguenza puntano a fare volume. Qualche situazione disciplinare spiacevole c’è stata, e forse ci sarà anche in futuro, ma la strada intrapresa sembra quella giusta.

 

Valerio Bardi