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Parisse: “grande emozione incontrare il Papa”

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E’ un Sergio Parisse emozionato quello che si presenta all’NH Vittorio per la conferenza stampa prepartita: il capitano azzurro è reduce dall’udienza privata con Papa Francesco che, questa mattina, ha ricevuto presso la Santa Sede la delegazione azzurra e quella argentina alla vigilia del Cariparma Test Match di domani all’Olimpico di Roma (ore 15, diretta Sky Sport 1).

“E’ difficile trovare le parole adatte per descrivere l’emozione provata incontrando il Pontefice – ha detto Parisse – era il nostro primo incontro con Sua Santità, mi sono limitato ad ascoltare ed a consegnargli la maglia ed il pallone autografato, mentre il Presidente Gavazzi ha omaggiato Papa Francesco con il cap dell’Italia. E’ una figura che trasmette serenità ed allegria, sempre sorridente e semplice: è esattamente come appare in televisione, non ti fa sentire in alcun modo in soggezione. Ho vissuto un momento particolare che porterò sempre con me. Sua Santità ci ha dato un bel messaggio, ha parlato del nostro sport, dell’importanza di essere squadra, di sacrificarsi per il collettivo. Poche parole, ma in grado di colpire”.

Il numero otto dell’Italia è poi passato ad aspetti più tecnici in vista della partita di domani contro i Pumas: “Le ultime volte che li abbiamo affrontati qui in Italia ci hanno sempre battuti, sarà una partita importante per noi per chiudere in positivo questa serie autunnale. Veniamo da due partite non brillanti, da una vittoria sofferta contro Fiji, vogliamo finire con una prestazione di qualità” ha detto Parisse.

“Le partite contro i Pumas sono sempre chiuse, aspre, tattiche, con molto gioco al piede: non è il tipo di gioco che vogliamo sviluppare abitualmente, ma dovremo adattarci alle condizioni. Di certo dovremo fare una partita intensa se vogliamo metterli in difficoltà, avranno anche perso contro Inghilterra e Galles nelle ultime settimane, ma da quando gioca nel Rugby Championship l’Argentina ha fatto grandi progressi”.

“Qualche anno fa forse avremmo preferito la pioggia per la partita di domani, per rallentare il gioco e giocare soprattutto con la mischia: oggi vogliamo proporre un rugby più dinamico – ha detto il capitano azzurro – e non basare tutto il nostro gioco sul gioco al piede e sul pack. L’Italia vuole imporre il proprio gioco e sicuramente non è possibile farlo solo calciando il pallone. Ma, come ho detto, domani dovremo fare la partita anche sulla base delle condizioni meteo con cui scenderemo in campo”.