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Rovigo: la sfida col Viadana e le considerazioni di Zambelli sulla franchigia dei Dogi

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Si è tenuta questa mattina, nella Sala Consigliare dello Stadio “Mario Battaglini”, la conferenza stampa del Presidente della Rugby Rovigo Delta, Comm. Francesco Zambelli, insieme ai tecnici rossoblù Filippo Frati e Andrea De Rossi in vista della partita di domani con il Rugby Viadana.

L’incontro di domani è molto importante per motivi di prestigio, classifica e per le nostre attese – ha esordito il Presidente Zambelli – Ci auguriamo quindi di poterlo giocare al massimo delle nostre aspirazioni e di vincerlo. I giocatori devono metterci anima, cuore e fisico, perché è uno di quei passaggi cruciali per dimostrare dove vogliamo arrivare. La nostra formazione è tra le migliori possibili, quindi non ci sono alibi. Il nostro augurio è di fare bella figura esibendoci al massimo. Ci piacerebbe che fosse premiato il gioco ma in campo ognuno si difende come può: purtroppo in questo sport anche il non gioco ha la sua chance e a volte addirittura vince. Noi, comunque, siamo in grado di esprimere un bel rugby e speriamo che questo avvenga per la gioia di tutti. La giornata si preannuncia piovosa, ma fino ad ora siamo stati fortunati, confidiamo quindi di avere il nostro pubblico migliore a sostenere la squadra “.

Parole condivise anche dagli allenatori, come ha affermato Filippo Frati: “Conosciamo bene Viadana, è una squadra nata dagli Arioni e che ha sempre lottato per il vertice del Campionato. Non possiamo sottovalutarla, nonostante i 16 punti di distacco in classifica. Abbiamo preparato questa partita in virtù del fatto che probabilmente pioverà; fino ad ora siamo stati bravi a leggere il match in chiave meteo (vedi a San Donà, dove abbiamo fatto tesoro di questo). Perciò ci affideremo molto al gioco al piede e a quello dei nostri avanti performanti, che sono il nostro punto di forza. Credo che Viadana punterà sugli stessi aspetti, quindi dovremo essere bravi nel gioco aereo e a sfruttare tutti gli spazi che ci concederanno”.

Il Presidente Zambelli, che ieri sera ha incontrato i Presidenti dei Club di Padova, San Donà, Mogliano e Treviso, ha poi fatto luce sulla possibilità di creare una franchigia veneta per la Celtic League: “Da due anni ormai si parla di questa aggregazione veneta, nell’ottica di guardare al futuro e di poter valorizzare le qualità del nostro rugby. Questo sentimento ci ha uniti in un percorso che ora, improvvisamente, è stato proposto dal Presidente della F.I.R. Alfredo Gavazzi. L’incontro di ieri è servito per capire se tale possibilità è concreta e le certezze che già la fortificano: l’idea comune è che si debba creare una filiera veneta, che parta dall’attività giovanile e si sviluppi per arrivare all’Eccellenza e alla Celtic, mantenendo il Campionato d’Eccellenza quale bacino in cui i nostri giocatori lotteranno per crescere e sfociare nel massimo obbiettivo, ‘I Dogi’. Siamo tutti convinti, Presidente Zatta compreso, che sia la soluzione migliore”.

Ha continuato il Presidente rossoblù: “La F.I.R., probabilmente, non vorrà perpetuare la situazione attuale di un club privato e di una franchigia federale: è una soluzione non più percorribile, secondo me. Il Veneto è il territorio adatto per realizzare questa nuova idea. Per l’equilibrio nazionale e federale bisognerebbe però puntare ad avere tre squadre in Celtic, quindi questo sviluppo non si potrà limitare al nord-est e in futuro bisognerà fare spazio anche a una franchigia del centro-sud. Le prime ipotesi sull’argomento non sono facili né assolute, vanno studiate: noi riteniamo che la Celtic debba essere il massimo obiettivo e l’Eccellenza il trampolino di lancio. Sarà quindi necessario il doppio tesseramento, almeno per una parte di atleti”.

Il Presidente Zambelli ha quindi concluso affermando: “Oggi la filiera veneta realizzerebbe il premio di decenni di attività e potrebbe essere uno stimolo per altre franchigie a progettare una crescita in filiera similare. Tra la proposta del Presidente Gavazzi e quella dei cinque Presidenti veneti penso si possa trovare punto d’incontro, al fine di avere un organico ottimale di giocatori per le esigenze della nazionale. Altro fronte importante è la strutturazione del movimento giovanile, dei centri di formazione e delle accademie, che dovrebbero svilupparsi propedeuticamente alle franchigie territoriali.”