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Lo sfogo di un rugbysta toscano

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2012-07-11
Prato
Le parole di Fabio Nannini aprono un dibattito

Sarà che sono stato viziato in questa parte di mondo che tutti conosciamo come "evoluta" dal punto di vista rugbystico e quindi ho la presunzione che chi opera per il rugby italiano lo faccia a pro dello sviluppo e della crescita di tutto il movimento come fanno qui, non solo per far vedere che la sua erba è più verde di quella del vicino. Invece sempre di più sento storie di squadre di esima categoria che faticano ad assolvere a gli obblighi delle giovanili e che faticano a tirare fuori dalle giovanili giocatori adatti a giocare nelle loro prime squadre, spendere migliaia di euro ogni mese in giocatori per la prima squadra, quando con lo stesso investimento magari pagherebbero 2 educatori di livello per le giovanili che di giocatori buoni per quell'esima categoria e magari quella sopra ne tirerebbero fuori almeno 3/4 l'anno. Così facendo abbiamo ragazzi costretti ad autofinanziarsi palestra ed integrazione, costretti magari anche a pagarsi la quota per giocare, allenatori che perdono ore a preparare allenamenti, più ore sul campo e le domeniche sui campi, in pratica un secondo lavoro a tutti gli effetti spesso con stipendi ridicoli, con magari 3-4 giocatori che prendono 1000-1500 euro al mese in rosa. È lo stesso identico investimento ma da i frutti un pò dopo e solo se si è lavorato bene...
Ma questa è l'Italia, il modello da perseguire è quello del calcio, il calcio del tutto e subito, non importa se è fatto bene o no, il calcio in cui o sei un fenomeno o una merda, il calcio del "money talks" come dicono qui e noi stiamo diventando come loro. Già più di di una volta mi sono trovato con la giovanile che allenavo su campi dove sento sempre più strilli ed incitamenti non proprio sportivi da parte dei genitori, osannare il bambino che fa in sacco di mete (spesso e volentieri perché sviluppato prematuramente e che smetterà non appena non riuscirà più a segnare ogni volta che tocca una palla), rimproverare un allenatore che mette in campo un ragazzino non propriamente forte. Insomma tornando al discorso, sarà che mi sono beato troppo gli occhi di un sistema come quello Australiano che riesce a fare l'eccellenza di uno sport senza dimenticarsi ma anzi valorizzando anche chi lo fa solo per divertirsi, qui in 1st division i soldi li prendono solo le settimane che vincono e se non vincono non prendono nulla, il famoso alto livello che osanniamo tanto lo fanno senza professionismo, dando una buona formazione ai ragazzini, non pagando migliaia di dollari mercenari che poi a fine stagione andranno da un'altra parte senza lasciare nulla alla società e alla squadra ma anzi investendo un sacco sulle giovanili che infatti si allenano 3-4 volte di più che la prima squadra e che spesso hanno anche allenatori di gran lunga migliori, perché se un giocatore sa giocare (nel senso lato del termine) poi ha solo bisogno di trovarsi nelle giocate prefissate con i compagni nel gioco rotto non avrà problemi...
Ma che vuoi che ne sappia io, lo dico solo perché soldi dal rugby non è ho mai presi e la mia società non li spende nei giocatori, si e ne sono orgoglioso, perché la prossima stagione la cominceremo infarciti di giocatori che io e i miei attuali compagni di squadra abbiamo visto crescere, giocatori che probabilmente non saranno fenomeni, ma sarò più sicuro con uno di loro a mio fianco che con un professionista "fenomenale"... sarò strano ma io sono convinto che a questo giochino non esistono scorciatoie e se esistono e le intraprendi sei solo l'ennesimo furbacchione in un mondo di furbacchioni.... 
a me non piace vincere facile a me piace vincere bene, magari non subito, ma bene!


Fabio Nannini


 


NDR - Le parole di Fabio non possono che trovare d'accordo tutti coloro che amano questo sport e che vogliono il suo sviluppo, specie nell'attività giovanile. Diteci la vostra mandandoci una mail a info@toscanarugby.it oppure collegandovi sul facebook alla nostra pagina (www.facebook.com/toscanarugby). La redazione

Fabio Nannini
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